CCS2: come funziona la presa per la ricarica rapida dell’auto

I due contatti sotto la presa Tipo 2 servono alla ricarica in corrente continua. Ecco cosa cambia alla colonnina e perché la potenza non dipende solo dal connettore.

CCS2: come funziona la presa per la ricarica rapida dell’auto
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a cura di thg

Il CCS2 è il connettore che incontri alle colonnine rapide in Italia: lo riconosci dalla forma della parte superiore, simile a una spina Tipo 2, e dai due grossi contatti sotto. Sono questi ultimi a portare la corrente continua all’auto. La sigla identifica il sistema di collegamento, ma non dice quanto durerà la sosta: due vetture con la stessa presa possono ricaricare a velocità molto diverse.

A cosa servono i due contatti in basso

CCS significa Combined Charging System; la versione CCS2, chiamata anche Combo 2, combina nella presa dell’auto il collegamento Tipo 2 con due contatti aggiuntivi per la corrente continua. Quando carichi in alternata, per esempio da una wallbox con cavo Tipo 2, usi la parte superiore della presa. Alla colonnina rapida colleghi invece il connettore più grande, che occupa anche la parte inferiore.

La differenza pratica sta nel punto in cui la corrente viene convertita. La batteria riceve corrente continua: durante la ricarica in alternata, o AC, il caricatore di bordo trasforma quella che arriva dalla rete. Durante la ricarica in continua, o DC, la conversione avviene nella colonnina e l’energia passa attraverso i due contatti inferiori, senza attraversare il caricatore AC di bordo. È questo percorso che permette di superarne il limite di potenza.

La spina entra, ma la potenza la decide anche l’auto

Il CCS2 comprende anche la comunicazione fra vettura e colonnina. Prima che inizi il trasferimento di energia, il sistema verifica il collegamento e le condizioni necessarie alla ricarica. Durante la sessione, l’auto comunica quanta corrente può accettare e la stazione la eroga entro i propri limiti.

Per questo il numero scritto sulla colonnina non è una promessa. Se una vettura accetta al massimo 100 kW in DC, collegarla a una stazione da 300 kW non porta il suo limite a 300 kW. E quei 100 kW possono essere soltanto un picco, raggiunto in determinate condizioni: la potenza effettiva dipende anche dalla temperatura e dal livello di carica della batteria. Una batteria fredda o già molto carica può accettare meno energia nello stesso tempo.

Cosa controllare prima di fermarsi

Nell’app che usi per cercare una colonnina, seleziona CCS o CCS2 e verifica che l’auto supporti la ricarica DC. Alla stazione rapida il cavo è normalmente già collegato: il cavo Tipo 2 che porti nel bagagliaio serve per le prese AC, non per sostituire quello CCS2.

Prima di acquistare un’auto o pianificare un viaggio, controlla nelle specifiche del costruttore la potenza massima in DC e il tempo dichiarato per un intervallo di ricarica, per esempio dal 10 all’80%, insieme alle condizioni previste. Quel tempo aiuta a valutare la sosta più del solo picco in kW. La presenza di una presa Tipo 2, da sola, non dimostra invece che la vettura possa usare una colonnina CCS2: sotto devono esserci anche i contatti DC e l’auto deve supportarne la ricarica.

Quando arrivi alla colonnina, quindi, il primo controllo è la compatibilità del connettore. Per capire quando ripartirai servono anche il livello della batteria e le capacità di ricarica della tua auto.

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