La Mercedes EQB si compra oggi soprattutto se l’esemplare disponibile costa sensibilmente meno della nuova GLB elettrica e risponde già alle esigenze di famiglia. Il cambio di generazione è avvenuto: aspettare altri 60-90 giorni serve a confrontare preventivi, disponibilità e tempi di consegna, senza inseguire un’erede ancora da presentare. Per chi viaggia spesso e dipende dalle colonnine rapide, il confronto con la nuova arrivata merita tempo. Per chi ricarica a casa e trova una EQB adatta, invece, l’acquisto può avere ancora senso.
La valutazione tiene conto delle informazioni disponibili al 30 ottobre 2026. C’è un elemento che impedisce di promettere una sostituzione immediata: nella comunicazione sui risultati commerciali del terzo trimestre, diffusa il 7 ottobre 2026, Mercedes-Benz ha dichiarato esaurita per il resto dell’anno la disponibilità europea della GLB elettrica, con ordini estesi al 2027. Questo dato riguarda il mercato europeo nel complesso: per sapere quando si può ritirare una determinata auto italiana occorre una conferma sul singolo esemplare.
La nuova generazione c’è già: cosa aspettare nei prossimi 90 giorni
Chi entra in concessionaria per una EQB dovrebbe chiedere subito due proposte: quella per l’auto effettivamente disponibile e quella per una GLB elettrica con dotazioni comparabili. La seconda serve anche se supera il budget, perché permette di capire quanto si sta risparmiando scegliendo la generazione precedente. Confrontare una EQB molto accessoriata con una GLB priva degli equipaggiamenti necessari rende poco utile qualsiasi differenza di prezzo.
La scheda italiana della nuova GLB elettrica, consultata il 30 ottobre 2026, conferma una terza fila a richiesta e un sistema di ricarica a 800 volt con potenza fino a 320 kW presso infrastrutture compatibili. Sono elementi concreti su cui impostare il confronto. Non basta che entrambe siano SUV elettrici della stessa marca: bisogna capire quanto valgano quelle differenze durante una settimana normale e durante i viaggi.
Nei prossimi due o tre mesi possono cambiare le disponibilità dei concessionari, le assegnazioni e le condizioni commerciali. Non c’è però una base per dare per certo uno sconto maggiore sulla EQB o una consegna della GLB entro quella finestra. Aspettare ha senso se consente di raccogliere un’informazione che oggi manca. Rimandare soltanto perché si presume che a fine anno ogni auto costerà meno espone anche al rischio di perdere l’esemplare con i posti e gli accessori giusti.
Ricarica: la differenza pesa soprattutto quando si viaggia
La ricarica DC è uno dei punti da mettere sul tavolo prima di discutere il colore o i cerchi. La documentazione tecnica Mercedes-Benz della EQB indica una potenza massima di 100 kW; il tempo effettivo alla colonnina dipende anche dalla variante, dalla temperatura della batteria e dal livello di carica iniziale. La nuova generazione alza nettamente il picco disponibile, ma il rapporto tra le due potenze non corrisponde automaticamente al rapporto tra i tempi di sosta.
Per una famiglia che affronta spesso trasferte autostradali, il controllo utile consiste nel ricostruire un viaggio abituale. Si parte con persone e bagagli, si mantiene una riserva all’arrivo e si individuano le soste possibili. Occorre confrontare energia da recuperare, condizioni della ricarica e alternative se una stazione è occupata. L’autonomia dichiarata, da sola, non racconta quanto sarà comodo quel percorso in inverno.
Se invece l’auto percorre tragitti quotidiani compatibili con la sua autonomia e torna ogni sera a una wallbox, la velocità massima in corrente continua conta meno. In questo caso la EQB può essere una scelta ragionevole anche dopo l’arrivo della sostituta. Il controllo decisivo riguarda l’organizzazione domestica: parcheggio disponibile, possibilità di installazione e ore effettive per ricaricare. Una nuova piattaforma non risolve da sola una routine costruita su colonnine scomode da raggiungere.
Sette posti: provare l’auto con le persone e i bagagli
Se la ragione per cercare una EQB è portare occasionalmente più di cinque persone, il primo controllo riguarda l’esemplare in vendita. La terza fila deve essere presente e la configurazione deve risultare dai documenti dell’auto. Non basta una descrizione generica dell’annuncio o una fotografia riferita alla gamma. Su un acquisto da disponibilità immediata, gli equipaggiamenti mancanti non si recuperano necessariamente scegliendo un pacchetto al momento della firma.
La prova va organizzata con chi occuperà quei sedili. Bisogna verificare l’accesso, la posizione delle gambe, la facilità con cui si allacciano le cinture e lo spazio rimasto nella seconda fila. Se ci sono bambini, si portano i seggiolini utilizzati davvero: la presenza di attacchi ISOFIX non basta a garantire che ogni combinazione lasci libero il passaggio o permetta di usare comodamente i sedili vicini. Le compatibilità vanno controllate sui manuali dell’auto e dei seggiolini.
Infine si apre il bagagliaio con tutti i posti necessari sollevati. Passeggino, zaini e spesa devono trovare una sistemazione plausibile. Se si viaggia regolarmente in sette con molti bagagli, conviene provare anche la nuova GLB nelle stesse condizioni, senza decidere sulla sola capienza dichiarata. Aspettare qualche settimana per questa verifica può evitare una rinuncia che accompagnerebbe ogni partenza. Se invece i due posti aggiuntivi servono solo per brevi trasferimenti, il peso della valutazione cambia.
Batteria e richiami: il controllo che viene prima dello sconto
Prima di acquistare una EQB è necessario verificare le campagne di richiamo attraverso il numero di telaio. L’avviso europeo Safety Gate SR/00652/26, pubblicato il 6 marzo 2026 e ripreso dal portale pubblico francese RappelConso, segnala per alcuni esemplari EQA ed EQB il rischio di cortocircuito interno a una cella della batteria ad alta tensione, con possibile incendio. L’intervallo produttivo indicato va dal 20 febbraio 2021 al 30 luglio 2024. L’appartenenza a quell’intervallo non permette, da sola, di stabilire lo stato del singolo veicolo.
Al venditore va chiesta una conferma scritta delle campagne applicabili e degli interventi eseguiti, verificata dalla rete autorizzata. L’anno di immatricolazione non sostituisce la data di produzione: un’auto immatricolata più tardi può essere stata costruita prima. Se risultano operazioni ancora aperte, occorre conoscere rimedio previsto, disponibilità dell’intervento ed eventuali prescrizioni d’uso comunicate dal costruttore. Le indicazioni devono riferirsi proprio a quel telaio.
Su un esemplare usato o dimostrativo serve inoltre una valutazione documentata delle condizioni della batteria. L’autonomia mostrata sul cruscotto risente degli ultimi consumi e non misura da sola il degrado. Conviene chiedere quali controlli siano stati effettuati e leggere le condizioni del certificato batteria applicabile, con decorrenza e copertura residua. Se manca una risposta verificabile su un richiamo aperto, la scelta sensata è rinviare l’acquisto fino al chiarimento. Uno sconto non rende secondario questo passaggio.
Il risparmio si misura sul totale da pagare
Il prezzo interessante è quello necessario per portare a casa l’auto nelle condizioni desiderate. Nel preventivo devono essere distinguibili importo della vettura, spese, servizi e accessori aggiunti. Se la proposta richiede un finanziamento, il confronto deve includere anticipo, rate, pagamento finale e costo complessivo. Una rata contenuta può lasciare una somma importante da affrontare quando si decide di tenere l’auto.
La permuta merita una valutazione separata. Un apparente vantaggio sulla EQB può ridursi se la propria vettura viene ritirata a una cifra meno favorevole. È utile farsi consegnare anche una proposta senza permuta e confrontare separatamente il valore riconosciuto all’usato. Lo stesso criterio vale per manutenzione, assicurazioni e servizi: hanno un valore se servono davvero e se le condizioni sono chiare.
Quanto deve essere grande il risparmio? Non esiste una percentuale valida per tutti. Deve compensare ciò a cui si rinuncia e il periodo previsto di possesso. Chi cambia auto dopo pochi anni dovrebbe valutare con prudenza il futuro valore della generazione precedente, senza considerare certa una quotazione di rivendita. Chi pensa di tenerla a lungo può dare più peso all’esborso iniziale e all’adeguatezza pratica. Se i due preventivi restano vicini, la nuova GLB merita una preferenza, purché il tempo di consegna sia sostenibile.
Come usare davvero i prossimi 60-90 giorni
Per chi può continuare a usare l’auto attuale, l’attesa dovrebbe produrre tre risultati: una prova comparabile, due preventivi completi e una previsione di consegna attendibile. Nelle prime settimane si possono verificare abitabilità e ricarica, senza bloccare la scelta su un annuncio. Poi si torna sulle proposte migliori chiedendo se riguardano vetture già presenti, assegnate al concessionario oppure ancora da ordinare.
La distinzione conta soprattutto per la GLB. La comunicazione Mercedes-Benz del 7 ottobre 2026 sugli ordini europei estesi al 2027 impedisce di trattare una consegna entro 90 giorni come automatica. Anche aspettare fino a gennaio potrebbe non bastare per ottenere la configurazione desiderata. Una vettura già disponibile può cambiare il quadro, ma occorre identificarla e chiarire quando potrà essere ritirata.
Anche l’attesa ha un costo concreto: manutenzione imminente dell’auto attuale, eventuale noleggio e necessità di riorganizzare gli spostamenti. Queste voci vanno affiancate alla differenza tra i preventivi. Se per attendere la nuova generazione bisogna spendere una parte consistente del vantaggio previsto, una EQB disponibile può recuperare interesse. Se invece l’auto attuale continua a svolgere bene il proprio lavoro, c’è più libertà per decidere senza pressione.
Comprare ora oppure aspettare: i casi in cui cambia la risposta
Comprare ora una Mercedes EQB ha senso per chi trova l’esemplare giusto, può ricaricare con regolarità, ha verificato la disposizione dei posti e ottiene un risparmio significativo rispetto alla GLB equivalente. La disponibilità immediata deve essere reale e lo stato dei richiami deve essere chiarito prima dell’acquisto. È una decisione basata sull’auto che si userà ogni giorno e sul denaro che resta da spendere.
Aspettare 60-90 giorni è più sensato per chi affronta spesso lunghi viaggi, trova preventivi ravvicinati oppure non ha ancora provato la nuova generazione con la famiglia. In questi casi il tempo serve a verificare se la maggiore capacità di ricarica e la diversa abitabilità valgono l’esborso aggiuntivo. Il risultato dell’attesa può anche essere un ordine con consegna successiva: bisogna esserne consapevoli fin dall’inizio.
La nostra scelta, senza un’offerta specifica davanti, è prendersi il tempo per confrontare la GLB prima di firmare per la EQB. L’eccezione è una EQB già disponibile, documentata e sensibilmente più conveniente, che superi la prova di posti, bagagli e ricarica. Quando queste condizioni ci sono, la generazione precedente può ancora essere l’acquisto giusto. Quando manca il risparmio, l’urgenza commerciale del venditore non basta a renderla conveniente.