Galaxy Buds4 costano 179 euro, Galaxy Buds4 Pro 249 euro: i 70 euro di differenza comprano soprattutto una diversa vestibilità, un sistema audio a due vie e più autonomia per singola ricarica. Le prime hanno un formato aperto senza gommini, le seconde entrano nel condotto con inserti intercambiabili. È questa la scelta da fare per prima: quanto volete separarvi dall’ambiente e quanto tollerate un auricolare che chiude l’orecchio. I prezzi italiani sono quelli disponibili nell’offerta diretta Samsung.
Per chi ascolta soprattutto in casa e non sopporta gli inserti in silicone, le Buds4 hanno una ragione precisa per esistere anche potendo spendere di più. Per chi vuole concentrarsi durante gli spostamenti, le Pro sono la scelta da valutare prima. Il confronto parte dalle caratteristiche pubbliche: permette di capire quali differenze servono nella propria giornata, senza attribuire ai due prodotti risultati di ascolto o misurazioni che richiederebbero una prova diretta.
La prima scelta è tra formato aperto e gommini
Con Galaxy Buds4 il corpo dell’auricolare si appoggia all’orecchio senza affidarsi a un inserto che sigilla il condotto. Galaxy Buds4 Pro adottano invece una struttura in-ear con gommini. La distinzione è confermata nella presentazione della serie Samsung. Per decidere, ripensate agli auricolari che avete già usato: se dopo poco tempo sentivate il bisogno di togliere gli inserti, la sigla Pro non risolve automaticamente quella preferenza.
Il formato aperto merita attenzione quando volete ascoltare un podcast alla scrivania e mantenere un contatto più diretto con ciò che succede nella stanza. L’effetto concreto dipende comunque dalla forma dell’orecchio, dalla posizione dell’auricolare e dal volume. Non va confuso con la garanzia di sentire sempre una persona che vi chiama: anche un auricolare aperto può coprire i suoni circostanti quando la riproduzione è alta.
I gommini delle Pro aggiungono una possibilità di adattamento. Se una misura non tiene correttamente, potete cambiarla; la misura giusta può anche essere diversa tra orecchio destro e sinistro. Con un corpo aperto, invece, non avete quella stessa regolazione. Prima di scegliere, considerate quindi anche la stabilità: un auricolare che richiede di essere risistemato continuamente diventa fastidioso indipendentemente da codec e funzioni aggiuntive. Chi ha già una preferenza netta tra questi due formati dovrebbe darle più peso della differenza di prezzo.
La cancellazione attiva c’è su entrambi, ma conta anche la tenuta
Entrambi offrono cancellazione attiva del rumore. La presenza dell’ANC sulle Buds4 base evita di dover salire alle Pro soltanto per avere questa funzione. Il punto è come l’elaborazione elettronica lavora insieme alla struttura fisica: un auricolare aperto e uno che sigilla il condotto partono da condizioni diverse. Per un utilizzo frequente su mezzi pubblici, i gommini delle Pro costituiscono quindi un elemento concreto da mettere sul piatto.
La cancellazione attiva interviene sul rumore attraverso microfoni ed elaborazione del segnale; l’isolamento passivo dipende invece anche da quanto bene l’auricolare chiude l’orecchio. Sono contributi diversi. Se il gommino lascia passare aria o si sposta quando muovete la mandibola, conviene sistemare la vestibilità prima di cercare una regolazione più aggressiva. Aumentare il volume per compensare una tenuta incerta rende anche più difficile capire se avete scelto l’inserto adatto.
Le Pro aggiungono il rilevamento della voce e delle sirene, con interventi sull’ascolto ambientale. Sono automatismi potenzialmente utili per chi alterna musica e brevi conversazioni. La loro utilità dipende però dalle abitudini: chi preferisce togliere un auricolare quando parla potrebbe attribuire loro meno valore. Per scegliere tra i due prodotti, partirei dalla frequenza degli ascolti in ambienti rumorosi e dalla tolleranza ai gommini. Le funzioni automatiche vengono dopo questo controllo.
Il sistema a due vie distingue le Pro, il codec ad alta risoluzione è condiviso
Galaxy Buds4 usano un altoparlante a una via e un amplificatore singolo. Galaxy Buds4 Pro adottano un sistema a due vie, con woofer e tweeter, e doppia amplificazione. È una differenza nell’architettura audio: nelle Pro componenti distinti si dividono il lavoro sulle frequenze. La scheda tecnica, però, non permette da sola di stabilire quanto quella differenza sarà percepibile con la vostra musica, il vostro volume e la vostra vestibilità.
Il supporto a SSC UHQ fino a 24 bit e 96 kHz appartiene a entrambi. Passare alle Pro soltanto per ottenere questo formato sarebbe quindi una motivazione sbagliata. Serve inoltre un dispositivo Galaxy compatibile: il codec proprietario non diventa disponibile su qualsiasi telefono semplicemente associando gli auricolari. Prima dell’acquisto controllate il vostro smartphone specifico, senza fermarvi alla presenza del Bluetooth o al marchio sulla scocca.
Per chi ascolta album con attenzione e desidera l’architettura più articolata della coppia, le Pro offrono una differenza hardware identificabile. Per chi usa soprattutto podcast, radio e video parlati, quel componente del sovrapprezzo può pesare meno. La scelta resta legata anche al luogo d’ascolto: in una stanza tranquilla potete concentrarvi sulle sfumature; durante un tragitto rumoroso, tenuta e isolamento diventano priorità più immediate. Il numero di altoparlanti è un criterio utile quando risponde a un’esigenza riconoscibile.
Autonomia: distinguete la singola sessione dalle ore con custodia
Con ANC attivo, Samsung dichiara fino a cinque ore di musica per Galaxy Buds4 e fino a sei ore per Galaxy Buds4 Pro. Considerando anche le ricariche nella custodia, i valori salgono rispettivamente a 24 e 26 ore. Disattivando l’ANC, le durate dichiarate diventano sei e sette ore per gli auricolari, mentre il totale arriva a 30 ore per entrambi. Sono valori ottenuti nelle condizioni di prova del produttore, riepilogati nelle specifiche della serie.
La differenza più utile da leggere è quell’ora in più prima di riporre gli auricolari. Se ascoltate per mezz’ora alla volta e rimettete sempre tutto nella custodia, potrebbe incidere poco sulla giornata. Se affrontate una lunga sessione senza pause, il margine delle Pro diventa più interessante. Le ore complessive della custodia descrivono invece quanta energia avete a disposizione distribuendo l’ascolto su più sessioni.
Non sommate quindi la durata degli auricolari al totale dichiarato: quel totale comprende già la prima carica. E non trattate il massimo pubblicizzato come un appuntamento preciso con la batteria scarica. Volume, collegamento, funzioni attive e tipo di utilizzo cambiano il consumo. Per confrontare correttamente i due prodotti, mantenete almeno la stessa condizione dell’ANC: mettere accanto il dato delle Buds4 con cancellazione accesa e quello delle Pro con cancellazione spenta amplificherebbe artificialmente il divario.
Il telefono decide quante funzioni potete sfruttare
Il collegamento audio Bluetooth consente l’ascolto anche fuori dall’ecosistema Galaxy, ma la configurazione avanzata richiede più attenzione. Galaxy Wearable permette di gestire gli auricolari sui dispositivi Android compatibili; l’app non è supportata su iOS. Sui Galaxy con One UI 8 o successiva, diverse regolazioni sono integrate direttamente nel telefono. Queste condizioni sono dettagliate nella scheda italiana delle Buds4.
Questo controllo viene prima della scelta tra base e Pro. Se utilizzate un telefono esterno alla gamma Galaxy, concentrate il confronto sulle caratteristiche che potete effettivamente usare: forma, autonomia e struttura audio. Se avete un Galaxy compatibile, entrano nel conto anche codec proprietario e integrazione. Comprare il prodotto più costoso senza verificare il telefono rischia di lasciare inutilizzata una parte delle funzioni che hanno attirato la vostra attenzione.
Lo stesso ragionamento vale per Auto Switch, il passaggio automatico tra dispositivi Samsung compatibili. È interessante se alternare telefono e tablet fa già parte della vostra routine. Se lavorate con apparecchi di piattaforme diverse, verificate invece il comportamento previsto con quella combinazione precisa. Non basta leggere il nome della funzione per dedurre che ogni passaggio tra computer, telefono e tablet avverrà nello stesso modo.
Anche Super Clear Call richiede di considerare il dispositivo collegato e le condizioni della comunicazione. La presenza della funzione su entrambi non equivale alla promessa che ogni chiamata avrà la stessa qualità. Se telefonate spesso, il controllo pratico prima dell’acquisto riguarda quindi la compatibilità del vostro telefono e il tipo di utilizzo: conversazioni brevi durante gli spostamenti oppure chiamate lunghe alla scrivania. Nel secondo caso pesa anche la durata per singola carica.
Resistenza e manutenzione: cosa cambia nell’uso quotidiano
Galaxy Buds4 hanno classificazione IP54, mentre Galaxy Buds4 Pro arrivano a IP57. La protezione riguarda gli auricolari; non va estesa automaticamente alla custodia. Le Pro offrono dunque una classificazione più elevata contro l’acqua, ma questo dato non trasforma la coppia in una scelta per nuotare. Per l’impiego quotidiano, considerate soprattutto come trattate gli auricolari dopo averli usati fuori casa.
Riporli ancora umidi nella custodia è un gesto da evitare: prima vanno asciugati, prestando attenzione anche ai contatti. Un astuccio piccolo invita a rimettere tutto in tasca subito, ma la custodia resta un dispositivo di ricarica. La classificazione degli auricolari non sostituisce questo controllo e non descrive la resistenza di ogni parte del prodotto a qualsiasi liquido.
Con le Pro entra nella routine anche la pulizia degli inserti, da eseguire seguendo le indicazioni del produttore. È un impegno modesto, ma riguarda proprio il componente da cui dipende la tenuta. Se usate gli auricolari durante attività fisica, valutate separatamente resistenza e stabilità: una classificazione più alta non garantisce che la forma resti ferma nel vostro orecchio. La scelta del gommino e l’adattamento personale rimangono decisivi.
Quando scegliere le Buds4 e quando spendere per le Pro
Sceglierei Galaxy Buds4 per chi preferisce nettamente il formato aperto, ascolta spesso in ambienti tranquilli e distribuisce musica e chiamate in sessioni relativamente brevi. Il risparmio di 70 euro ha senso perché mantiene funzioni centrali, compresi ANC e codec SSC UHQ sui dispositivi compatibili. Prima di acquistare resta da chiarire un punto: se quella forma si adatta bene all’orecchio, visto che manca la regolazione offerta dai gommini.
Galaxy Buds4 Pro sono più coerenti con chi cerca la chiusura del condotto, usa frequentemente gli auricolari durante gli spostamenti e vuole più autonomia continuativa. Sistema a due vie, doppia amplificazione e protezione IP57 aggiungono differenze concrete. Per attribuire valore al sovrapprezzo, individuate quali di queste usereste davvero: un’ora dichiarata in più può contare molto su un viaggio lungo e pochissimo se ricaricate gli auricolari dopo ogni breve ascolto.
Se i gommini vi danno fastidio, tenete ferma quella preferenza anche davanti a una scheda tecnica più ricca. Se invece cercate soprattutto isolamento e tollerate bene gli inserti, le Pro meritano la priorità. Il controllo finale riguarda il telefono: verificate le funzioni disponibili con il dispositivo che avete già, poi scegliete la forma adatta alla vostra giornata. È lì che i 70 euro di differenza acquistano, oppure perdono, significato.