Voyah Free: è già in Italia, quando arriva la Free+?

La Free 318 con range extender è già proposta in Italia. Per la Free+ cinese manca una data italiana confermata: ecco cosa cambia davvero.

Voyah Free: è già in Italia, quando arriva la Free+?
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a cura di thg

La Voyah Free è già arrivata in Italia e la Free 318 con range extender compare nell’offerta commerciale italiana. La novità da tenere distinta è la Free+, presentata e lanciata in Cina: nelle comunicazioni consultate al 23 ottobre 2026 non emerge una data italiana confermata per questa evoluzione. Chi cerca quando esce deve quindi separare tre auto: la Free elettrica già commercializzata, la 318 con generatore a benzina e la successiva Free+.

La differenza riguarda soprattutto ciò che succede durante un viaggio, quando la batteria scende, e la tecnologia disponibile nell’abitacolo. Il nome comune può confondere, soprattutto davanti a un annuncio che parla semplicemente di nuova Free. Prima di attribuire a una vettura italiana gli schermi, gli assistenti o l’autonomia visti nelle presentazioni cinesi, bisogna identificare esattamente quale auto si sta guardando.

Quando esce: la 318 è già proposta, la Free+ non ha una data italiana confermata

Per la Free 318 l’attesa di un generico debutto italiano è superata dall’offerta commerciale: sono presenti configurazioni a due e quattro ruote motrici. Questo consente di chiedere un preventivo concreto, ma non certifica che ogni combinazione sia disponibile subito nel piazzale del concessionario. Ordinabilità, disponibilità di una vettura dimostrativa e consegna al cliente restano passaggi diversi.

Per la Free+ il quadro cambia. Il lancio cinese è avvenuto il 12 luglio 2025, dopo la presentazione al Salone di Shanghai dello stesso anno. L’auto esiste ed è una novità ufficiale del marchio Voyah, appartenente al gruppo Dongfeng. A essere ancora da confermare, nelle informazioni verificate, sono calendario commerciale italiano, configurazioni per il nostro mercato e relativo prezzo.

Non c’è quindi un mese da indicare come appuntamento certo per le consegne italiane della Free+. Anche un esemplare proposto attraverso un canale d’importazione non dimostrerebbe automaticamente l’avvio della distribuzione ufficiale nazionale. Per chi deve cambiare auto a breve, l’unica scadenza utilizzabile è quella riferita alla vettura precisa inserita nel contratto, con disponibilità e condizioni di consegna messe per iscritto.

Cosa cambia rispetto alla Free elettrica già commercializzata

La Free elettrica conosciuta sul mercato italiano utilizza due motori, una batteria indicata da 106 kWh e una potenza massima complessiva di 360 kW, pari a 489 CV. La sua organizzazione d’uso è quella di un’elettrica: si parte con l’energia accumulata e, quando serve, ci si ferma a ricaricare. Non c’è un motore a benzina al quale affidarsi per proseguire.

La Free 318 introduce invece il range extender. Le ruote sono mosse dalla parte elettrica, mentre il motore a benzina alimenta un generatore. La presenza del serbatoio permette di prolungare il viaggio senza dipendere esclusivamente dalla successiva colonnina. Rimane anche la possibilità di collegare l’auto alla rete: il generatore aggiunge una modalità di approvvigionamento dell’energia, non elimina la ricarica esterna.

Nell’offerta italiana verificata, la 318 a due ruote motrici è proposta con 272 CV, mentre quella con trazione integrale arriva a 489 CV. Il confronto con l’elettrica deve quindi partire dalla motorizzazione completa. La sola scritta Free non basta, e neppure un valore di potenza simile rende equivalenti due vetture. Cambiano batteria, gestione dell’energia, presenza del sistema a benzina e operazioni di manutenzione da considerare nel tempo.

Il range extender cambia i viaggi, ma conviene capire come usarlo

Il caso più facile da immaginare è quello di chi percorre tragitti quotidiani ripetitivi e affronta qualche viaggio lungo durante il mese. Con una ricarica disponibile a casa o al lavoro, la batteria può coprire una parte degli spostamenti; sulle distanze maggiori entra in gioco anche il generatore. La quantità di strada effettivamente percorsa senza consumare benzina dipende però dal percorso, dalla temperatura, dalla velocità e dall’energia disponibile alla partenza.

Chi non può collegare regolarmente l’auto dovrebbe valutare con attenzione questo funzionamento. La possibilità di fare rifornimento risolve una necessità pratica, ma non permette di dedurre consumi bassi in ogni situazione. Un dato ottenuto iniziando il percorso con la batteria carica risponde a una domanda diversa rispetto al consumo rilevato dopo molti chilometri con il generatore in funzione.

Durante una prova della 318 sarebbe quindi utile osservare anche il comportamento con carica ridotta: quando si avvia il benzina, quanto si sente nell’abitacolo e come viene gestita l’energia durante un tratto veloce. Sono verifiche da effettuare sulla configurazione italiana disponibile. Attribuire in anticipo silenziosità, consumi o prestazioni costanti sulla base del solo schema tecnico significherebbe anticipare conclusioni che richiedono una prova su strada.

La Free+ cinese porta soprattutto un altro abitacolo e nuovi assistenti

La Free+ è un’evoluzione distinta dalla semplice introduzione della 318. Nella configurazione presentata per la Cina adotta Huawei ADS 4 per l’assistenza alla guida e HarmonySpace 5 per l’ambiente digitale di bordo. La loro presenza sul prodotto cinese è ufficiale; disponibilità e funzioni sull’eventuale vettura italiana richiedono una conferma separata.

Anche l’organizzazione della plancia cambia. Alla soluzione con tre schermi affiancati della Free conosciuta in Italia, la Free+ cinese contrappone un display centrale da 15,6 pollici, strumentazione separata e un sistema di proiezione delle informazioni davanti al guidatore. Sono differenze che si vedono, ma il loro valore quotidiano dipende da quanto facilmente si raggiungono navigazione, climatizzazione e comandi usati mentre si guida.

La dotazione di sensori e i servizi mostrati nelle dimostrazioni cinesi non vanno trasferiti automaticamente al nostro mercato. Lingua, navigazione, connessioni con il telefono e funzioni degli assistenti devono essere verificati sulla vettura destinata all’Italia. Per chi sta aspettando proprio queste caratteristiche, la conferma decisiva sarà una descrizione della dotazione italiana: il nome del sistema, da solo, non chiarisce quali operazioni saranno effettivamente disponibili.

Autonomia e ricarica: i numeri vanno confrontati nelle stesse condizioni

La sigla 318 può essere facilmente letta come una promessa di percorrenza elettrica valida per qualsiasi Free. Non funziona così. Le autonomie pubblicizzate per il mercato cinese possono riferirsi al ciclo CLTC e a una determinata configurazione. Non diventano automaticamente chilometri ottenibili nell’uso italiano, né sono direttamente confrontabili con valori misurati secondo il ciclo WLTP.

Bisogna inoltre distinguere autonomia elettrica e autonomia complessiva. La seconda, su un’auto con generatore, comprende il contributo della benzina. Metterla accanto all’autonomia della Free esclusivamente elettrica senza spiegare questa differenza crea un confronto poco utile: una cifra descrive l’energia della batteria, l’altra un viaggio che sfrutta anche il carburante nel serbatoio.

Lo stesso controllo serve per la ricarica rapida. La potenza massima raggiungibile non dice da sola quanto durerà una sosta. Contano l’intervallo di carica considerato, la temperatura della batteria e la potenza mantenuta durante la sessione. Per confrontare la 318 con l’elettrica già commercializzata servono i dati delle rispettive configurazioni italiane. Mescolare capacità della batteria, tempi e autonomie di Free, 318 e Free+ può produrre sulla carta un’auto che nessuno sta realmente vendendo.

Dimensioni e comfort: cosa resta da verificare sulla vettura italiana

La Free già conosciuta è un SUV lungo circa 4,90 metri e largo circa 1,95 metri, con un passo di 2,96 metri. Sono ingombri che incidono prima ancora della motorizzazione: accesso al box, apertura delle portiere e spazio nelle manovre vanno verificati sul proprio utilizzo. Il cambio di alimentazione non trasforma questa famiglia di vetture in una proposta compatta per la città.

Per chi passa dall’elettrica alla 318, vale anche la pena controllare direttamente il vano di carico e gli spazi per gli oggetti. La presenza del motore a benzina impedisce di dare per scontata la stessa organizzazione dei vani anteriori dell’elettrica. Un dato del bagagliaio trovato su una vecchia scheda non descrive necessariamente tutti gli spazi disponibili sulla vettura che si sta ordinando.

Un altro elemento da verificare sono le sospensioni pneumatiche, presenti nella descrizione della Free elettrica e nella comunicazione della gamma REV. Prima di considerarle acquisite, occorre accertarne la presenza sull’allestimento scelto. Poi serve una prova su buche, giunti e rampe percorse abitualmente: la tecnologia impiegata non basta a stabilire quanto l’auto sarà confortevole con quei cerchi, quei pneumatici e quel carico.

Cosa è confermato e quali annunci cambierebbero davvero il quadro

Il punto fermo è la distinzione tra prodotti. La Free elettrica è stata commercializzata in Italia; la Free 318 con generatore compare nell’offerta italiana; la Free+ è stata lanciata in Cina. Al 23 ottobre 2026, nelle informazioni consultate, manca un annuncio che permetta di assegnare alla Free+ una data certa di commercializzazione italiana. Un eventuale arrivo resta quindi una possibilità da verificare, senza trasformarla in una consegna imminente.

Per la 318, i prezzi italiani riscontrati nell’offerta commerciale sono 60.900 euro per la due ruote motrici e 65.900 euro per la quattro ruote motrici. Il preventivo deve chiarire il totale da pagare, le spese comprese e l’eventuale presenza di condizioni legate a finanziamento o permuta. Questi importi riguardano la 318: non anticipano il prezzo italiano della Free+.

Gli annunci capaci di cambiare concretamente la risposta a quando arriva saranno apertura degli ordini italiani, definizione della gamma nazionale e indicazione delle prime consegne. Fino a quel momento, chi cerca una Free può valutare le vetture effettivamente proposte, identificandone alimentazione e allestimento. Chi vuole specificamente l’abitacolo e la tecnologia della Free+ deve invece attendere conferme riferite a quella vettura, senza considerarli già inclusi in una Free 318 disponibile oggi.

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